SALVATORE POLISTENA

"Emozioni e spiritualità"

L'incontro del visitatore con l'autore è un percorso di lettura tutta interiore attraverso le sue opere, dono di un animo generoso e ricco di umani valori.
Sembra di ripercorrere un cammino insieme, mai solipsistico o solitario.

Protagonista delle opere è l'anima, lo "status" emotivo dell'artista che si incarna talora nell'uomo bambino, tal altra nella figura femminile in tutta la sua dolcezza ed ancora in quella dell'uomo avanzato nel tempo.

L'autore ci appare come un novello Dante in viaggio nella catarsi della vita, guidato dai maestri verso il Maestro dei maestri, l'Assoluto.
L'animo del visitatore si posa sulla figura della donna di un tempo, avvolta nel fascino ormai evanescente, antico, senza più ombre o legami, ma sempre sicura di sé, che va tra le luci e le ombre del passato verso il futuro.

La figura umana si evolve, ridiventa bambina tra bambine, talora maestra di piano ed ancora adolescente e pudica.
Dal bruciato del legno traspare una dolcezza infinita in una folla di immagini
evocate nella memoria.
Donne, fanciulle, nonne, ballerine, il cammino è infinito.

C'è l'uomo maturo nella sua quotidianità; la figura di un tempo passato proiettata nel presente.
Ed ecco lo spaccato di un mondo d'antico mercato, affollato di gente operosa, di menestrelli, zampognari richiamati alla memoria dalle gioie di una volta.
C'è l'ansia del sociale che traspare anche nelle figure solitarie.
Ecco il pensionato sulla panchina che attende di parlare ed intanto sfoglia il giornale in comunione con il mondo.

Intanto sulle panchine si affollano i pensionati per fare progetti futuri.
Costruttore di cultura nella società industriale, l'artista diviene un interprete della nuova società, mettendone in evidenza gli antichi valori e superando vecchi modelli neoclassici di quel passivo pittore di ideali storico religiosi prestabiliti.

La libertà espressiva dell'artista è tutta in quell'impronta personale che aggiunge qualcosa di nuovo al mondo, in quanto, da individuo condizionato quale uomo comune, si trasforma in fattore condizionante della cultura contemporanea, sovente in antitesi ai modelli omologanti del potere emergente.
Il soggetto più umile si equivale al grande Maestro, entrambi latori di messaggi vitali.

Le vuote figure del freddo accademismo ufficiale dell'arte figurativa imperante si caricano di energia vitale e dai colpi di luce decisi vien fuori emozione.
Dietro al tocco del maestro c'è tutta l'orchestra che vibra, come la bacchetta nella mano del suo direttore che invita al silenzio, alla magica estasi di cui l'uomo è capace.

Così l'anima multiforme dell'artista traspare in tutta la sua gioia di vivere, in quelle braccia eloquenti, negli occhi sferzanti del Cristo, come in quelli socchiusi dei grandi direttori d'orchestra e del Maestro dei maestri seduto fra i suoi, mentre nuvole di fumo ricreano l'atmosfera del calore umano.
Impressionismo, espressionismo, valori cromatici diventano nulla.

Al visitatore rimane il messaggio dell'autore, la consapevolezza che la vita ha un valore assoluto e l'uomo è l'immagine del Creatore, l'Artista degli artisti.

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Salvatore.Polistena@esanet.it